Storie Integratori alimentari: pro e contro per una corretta assunzione

“Sono proprio stanco! Non c’è qualcosa da prendere che mi possa dare un sostegno?”.

Un aiuto può arrivare dagli integratori alimentari: commercializzati sotto forma di pillole, polveri, capsule, dai nomi più originali e dai colori e sapori più disparati, si possono trovare in moltissimi negozi e non necessitano di ricetta medica per l’acquisto. Secondo il Ministero della Salute sono da considerare degli alimenti a tutti gli effetti. Veri e propri, concentrati di nutrienti, o altre sostanze con effetto nutrizionale, da utilizzare in caso di carenza o di aumento del fabbisogno.

Come posso sapere se mi ritrovo in una di queste situazioni?

Seguire una dieta sana ed equilibrata, secondo le indicazioni della dieta mediterranea, potrebbe già ampiamente assicurare adeguati apporti di tutti i nutrienti. Al giorno d’oggi però la nostra dieta rischia di essere ricca da un punto di vista calorico ma povera di nutrienti essenziali e importanti (come le vitamine). Questo è dovuto al consumo di alimenti sempre più raffinati, a metodi di cottura poco salutari, allo stress, all'inquinamento, al consumo di frutta e verdura fuori dalla loro stagione di maturazione. La panacea a queste eventuali carenze nutrizionali dovrebbe essere un miglioramento delle proprie abitudini alimentari, certamente più impegnativo ma privo di effetti indesiderati che possono essere causati dall'assunzione di integratori.

Va detto che in particolari stati fisiologici (come gravidanza, intensa attività sportiva agonistica, carenze nutrizionali conclamate da analisi del sangue) aumenta la richiesta dell’organismo di determinati nutrienti che, con la sola alimentazione, sarebbe difficile ottenere. In questi casi, l’assunzione di integratori è consigliata ma necessita della condivisione con gli esperti poiché vitamine, minerali, aminoacidi, composti vegetali contenuti non sono sostanze da sottovalutare e da assumere senza criterio. “Naturale” non è sinonimo di “innocuo” e non significa che siano privi di effetti collaterali. Purtroppo non ci sono studi validati per tutti i prodotti e la stessa composizione e quantità non sempre sono definiti in etichetta. Prendiamo ad esempio la famosa vitamina D, implicata nel metabolismo di ossa e denti. Un suo abuso provoca l’indebolimento delle ossa, fino alla calcificazione di tessuti molli e alla formazione di calcoli renali. Le nostre esigenze giornaliere di vitamina D sono di 10 mg, ma spesso gli integratori ne contengono fino a cinque volte il limite giornaliero. Sommato a quello introdotto più o meno consciamente con gli alimenti, si può ben capire quanto sia l’eccesso.

Ricordate la definizione di integratore alimentare?

Alimento che può contenere nutrienti (vitamine, minerali, fibre, ecc) o altre sostanze con effetto nutrizionale. Molte di queste “sostanze” hanno effetti sul metabolismo dei farmaci: ad esempio la naringina e la diedro-bergamottina, contenute nel pompelmo e largamente impiegate nella composizione di integratori dall'effetto snellente, sono in grado di modificare l’attività del fegato, alterando la normale metabolizzazione dei farmaci. Questi vengono così assorbiti in quantità maggiore, la loro concentrazione nel sangue supera quella prevista e aumenta il rischio di comparsa di effetti collaterali.

Come abbiamo visto il mondo degli integratori alimentari è ancora intricato e torbido. La loro efficacia è indubbia in caso di specifiche esigenze ma, come per ogni farmaco, è sconsigliata l’automedicazione. Per  le necessità non conclamate, il consiglio è quello di affidarsi al proprio medico di fiducia.  Solo un professionista può valutare la composizione degli integratori, l’assenza di eccesso di nutrienti con la dieta ed eventuali interazioni con farmaci.

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