Storie Ogni frutto ha la sua stagione: più facile di così…

"Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione." (William Shakespeare, Pene d’amor perdute)

Non possiamo che essere d'accordo con Shakespeare: ad ogni stagione, il suo frutto e la sua verdura!

La dieta mediterranea raccomanda il consumo di cinque porzioni tra frutta e verdura al giorno variandone il più possibile tipologia e colore: un colpo d'occhio basta per fare il pieno di vitamine. Eh sì... perchè ad ogni colore corrispondono fibre e vitamine differenti, tutte essenziali per il tuo benessere.

Ma lo sapevi che le vitamine contenute negli alimenti iniziano a deteriorarsi già al momento del raccolto?

Mangiare frutta e verdura di stagione, soprattutto se locale, significa assumere cibi più ricchi di vitamine e nutrienti perché si evitano le perdite fisiologiche che si accompagnano al trasporto e non solo questo: i prodotti di stagione crescono seguendo i loro ritmi naturali e vengono raccolti a giusta maturazione. 

Spesso dimentichiamo il potere della natura che ci fornisce quello di cui abbiamo bisogno in ogni periodo dell’anno, esattamente nel momento in cui più ci serve. Ad esempio, in inverno troviamo frutti più ricchi di vitamina C in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario, mentre in estate ci sono quelli più ricchi di acqua, sali minerali e carotenoidi che aiutano la nostra pelle e contrastano la disidratazione.

Scegliere un’alimentazione che tiene conto della stagionalità dei prodotti permette anche di variare la propria dieta scegliendo cibi naturalmente più saporiti e profumati, oltre ad essere più economici! Per non parlare poi del risvolto ecologico!

Consumare prodotti al momento giusto significa limitare gli impatti ambientali dovuti al loro trasporto, agli imballaggi di contenimento, alla loro produzione in serre riscaldate e illuminate e ai loro consumi energetici. Ad esempio, quando si produce 1 kg di pomodori fuori stagione e nelle serre, si ottiene un’emissione di 3,5 kg di CO2eq. Invece, quando si producono in campo e in estate, rilasciano solo circa 0,05 kg di CO2eq. In poche parole, scegliere cibi coltivati all’aperto e in armonia con la stagionalità è sostenibile per la salute, l’ambiente e il nostro portafoglio. Oggi i supermercati ci offrono di tutto, sempre: consulta la ruota della stagionalità, realizzata da Slow Food, per sapere cosa portare in tavola stagione per stagione.

E' brutto però dover rinunciare... anche in inverno, un minestrone senza zucchine non ha lo stesso sapore. Non scartare questa possibilità,  anziché comprarle in inverno, di serra o cresciute a molti chilometri di distanza, acquistale in stagione e congelarle. Il congelamento permette di conservare i prodotti vegetali in sicurezza e senza perdere le loro proprietà organolettiche; è un modo semplice per gustare i cibi anche quando non sono di stagione e con un occhio di riguardo all’ambiente.

Così come frutta e verdura, anche il pesce ha una propria stagionalità. Ad ogni specie corrisponde un periodo ideale per la pesca, che si basa sull’adeguata maturità in relazione alla fase di riproduzione. Ovvero, i pesci di stagione sono quelli che non si trovano in fase riproduttiva, evitando così il pericolo di estinzione. Segui i consigli di Slow Food per acquistare pesce locale fresco in modo più responsabile e in perfetto equilibrio con l’ambiente (pubblicazione Mangiamoli Giusti). Un esempio? Meglio mangiare l’orata in estate e lo sgombro in inverno.

Prossimo appuntamento a settembre con “Scegli i prodotti del territorio”.

 

 

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